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TACCUINO CULTURALE |
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Cod. Recensione L-02 |
Settore: Libri |
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Titolo: Addio alle armi |
Autore: Ernest Hemingway |
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Genere: Romanzo |
Anno: 1929 |
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Piccola premessa: Hemingway non combattè mai
in trincea e questo gli permise di vedere gli eventi con un minimo di
distacco. Solo così, d'altronde, poteva ambientare una storia del genere in un contesto di guerra. Ma è anche
vero che il pacifismo - perchè di pacifismo si tratta - che Hemingway
consegna al lettore è un pacifismo più completo, che vale per
tutti, anche per chi non è stato o non sarà mai costretto a
imbracciare un fucile. Un pacifismo necessario ed egoista... perchè la
guerra, in fondo in fondo, è come un compagno di banco maleducato...più
si avvicina e più ci infastidisce! Commento Critico: Questo è assolutamente uno tra i romanzi
più belli di Hemingway...consiglio spassionato è quello di
leggerlo con parsimonia, facendolo durare un pò, in modo che diate
tempo ai personaggi di maturare nella vostra quotidianità. Ambientato nel tormentato primo conflitto mondiale, narra
la storia d'amore tra un ventenne soldato americano, Frederic Henri, e
Catherine Barkley, un'infermiera. In questo libro il tema della guerra è molto meno
centrale rispetto ad altri libri del genere. Ci se ne occupa quasi di
sfuggita (anche se con parole efficaci e con scene anche abbastanza crude)
perchè l'attenzione è presa da altro. Più che l'orrore della guerra di trincea, emerge il fastidio per la guerra
che si mette di mezzo nelle vite degli uomini, che le interrompe e spesso le
spezza. Liberamente ispirato ad una vicenda personale (Hemingway
lavorò per Catherine - questo il nome della ragazza - è un
personaggio complesso, a tutto tondo, non pienamente spiegato, a cui ci
affezioniamo in maniera quasi infantile (anche per il suo modo di essere,
maternale e approssimativo allo stesso tempo). |
titolo originale: A farewell to arms pubblicato da: Mondadori edizione originale: 1929 |