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ANDREA COPPOLA WEBSITE >>> |
TACCUINO CULTURALE |
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Cod. Recensione: L-03 |
Settore: Libri |
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Titolo: Così parlò
Bellavista |
Autore: Luciano De Crescenzo |
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Genere: Romanzo |
Anno: 1977 |
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Secondo il professor don Gennaro
Bellavista, partenopeo purosangue, troppe sono le banalità che si
dicono e si scrivono su Napoli e i suoi abitanti, sul suo mare e sul suo
Vesuvio col pennacchio. La vita a Napoli è ben altra cosa. È
un'arte sottile. Solo a Napoli ognuno vive in una inebriata
dimenticanza di sé scriveva Goethe,
felicemente sorpreso. Non solo a Napoli, scrive oggi De Crescenzo, il sorriso
e il sentimento aiutano l'intelligenza nel mestiere di
vivere. Saggistica o narrativa? Diciamo
che i capitoli dispari aspirano alla prima qualifica, malgrado siano stati
scritti in forma puramente discorsiva, e i capitoli pari alla narrativa, non
essendo altro che semplici fattarielli napoletani, alcuni vissuti veramente in prima
persona e altri raccolti dalla cronaca. Marotta e Platone le guide funzionali
del libro: Marotta per i pezzi di colore e Platone
per i dialoghi tra il professore Bellavista, nella
parte di Socrate, e alcuni suoi allievi filosofi più o meno
disoccupati (sublime a dir poco la trovata della figura professionale del Vice-Sostituto
Portinaio). Che Dio e il lettore mi perdonino il paragone
ma è chiaro che così dicendo io qui voglio alludere al
genere e non alla qualità della Cosa. Il libro insomma, pur potendo
essere letto soltanto nei suoi capitoli pari o, a seconda
dell’impegno messo a disposizione dal lettore, anche in quelli
dispari, si presenta in pratica come un vecchio testo di geometria dove ai
teoremi enunciati seguono gli esempi dimostrativi, in modo che gli aneddoti
napoletani riportati nei capitoli pari diventino i "come volevasi
dimostrare" di certe teorie filosofiche espresse dal professore nei suoi
dialoghi sull'amore e sulla libertà. Malgrado questo libro sia diventato
l'icona e il vademecum della napoetanità un pò per tutti quelli che ne parlano, dal mio punto
di vista De Crescenzo utilizzando lo stereotipo, il tic, il luogo comune
sfatato ma riconfermato, ha voluto muovere la critica più feroce alla
napoletanità...anzi secondo me a De Crescenzo sarebbe piaciuto nascere
milanese...! |
cosi parlò bellavista mondadori 1977 |