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Andrea
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TACCUINO
CULTURALE |
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Eclipse - Y.J.Malmsteen
– 1990 Da circa un anno è diventato il mio album
preferito del maestro...sinceramente lo trovo più originale rispetto agli altri...ovviamente
nn credo sia superiore a "Rising
force" o ad "Odissey"...semplicemente
diverso...se vogliamo ogni album del grande
chitarrista svedese ha qualche peculiarità...ma
questo mi sembra che abbia più spunti...più input rispetto agli altri. Certamente "Making love" e "Bedroom
Eyes", che sono le due track non sono proprio le opener che ti aspetti da uno come Malmsteen:
la prima una mid tempo epic rock stupendamente interpretata
dal cantante e suonata divinamente, la seconda un mezzo bluesaccio graffiante e un mezzo hard rock tamarrissimo ma indimenticabile...del resto fa ancora parte del repertorio live attuale;
da notare anche lo spiccato taglio commerciale del brano per il quale è stato
girato anche un video, come del resto per il primo brano ed anche per il terzo che stranamente
è occupato da una epic ballad
(di solito le ballad nei dischi rock occupano sempre la quarta
posizione) chiamata "save our
love", assolutamente da ascoltare e da dedicare...! Dal quarto brano in poi ci conforta il fatto di ritrovare
il vecchio ruggente Yngwie con una delle sue classichè
cavalcate ("motherless child"
il nome del brano) che danno la sveglia e fanno appendere la chitarra al
chiodo a molti aspiranti chitarristi! Una splendita mid tempo cadenzata e dalle atmosfere avvolgenti, "Devil in Disguise", occupa la quinta posizione...messe di
nuovo in mostra le straordinarie abilità del cantante e le capacità esecutive di tutto il
gruppo...impeccabile. Che questo sia un album a se lo si
capisce anche ascoltando la track 6,
"Judas", bellissima quanto inedita...nel senzo che un brano così te lo aspetti da
altri gruppi...tipo Europe o Wasp...non
da uno come Malmsteen, quando mai il maestro si è mai
accontentato infatti di due soli giri per i suoi assoli?... in questi casi sembra rispettare
molto di più la forma canzone. Molto commerciale è anche la settima track "What do you want"
anche se è apprezzabile la voglia del maestro di sperimentare cose
che fino ad allora non aveva mai fatto...l'assolo rimane la parte migliore del brano. Ma ecco che nell'ottava "Demon
driver" ritorna a scatenarsi, più graffiante che mai,
la furia dell'Axe Man scandinavo il quale lascia, casomai ce ne fosse ancora bisogno,
l'ennesimo sigillo di immortalità sulla sua tecnica e sui suoi album. siamo
arrivati a "Fautline", la nona track, anch'essa
con molti spunti di novità come l'intro
e le armonizzazioni vocali...anche i riff per
l'epoca erano una novità, ma l'ennesima mid
tempo, tra l'altro mal'accostata alla precedente
track, spezza decisamente il ritmo. Menomale che la
sgroppante "See You
in Hell (Don't Be Late)" non tarda a rimettere in carreggiata un album che
sinceramente non meritava assolutamente di finire in discesa... l'assolo e i duelli con la tastiera
sono tra i più pregevoli dell'intera discografia. Eccoci giunti quindi all'ultima track,
l'unica strumentale (strano e peccato), una suite brevissima di appena 3 minuti e 46 il che
comunque sono sufficenti a rendere quest'album ancora più speciale di quanto
non lo fosse stato fino a prima...purtroppo la vita è dura e dobbiamo accontenterci...! In complessiva la mia impressione è più che
ottima...per chi volesse accostarsi all'ascolto di Malmsteen,
sarebe uno dei 5 album di Y.J.M.
che consiglierei di ascoltare, precisamente in questo
ordine: "Odissey", "Rising force", "Eclipse", "Magnum
Opus", "Attack!". Che altro??? ...Ah si,
ARRIVEDERCI E BUON ASCOLTO!!! |
1. Making
Love |