LA VIA FERRATA

La via Ferrata è un itinerario di montagna facilitato dalla presenza di cavi, gradini e mancorrenti metallici.

L’itinerario si svolge sulle pareti alla sinistra orografica del Vallone delle Gorge della Reina, offrendo un ambiente incontaminato di notevole bellezza, con panorami mozzafiato sulle vette del Parco Naturale delle Alpi Marittime e Cozie.

 

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Centro fondo "Gelas"

DATI GENERALI
Numero piste battute: 6
Chilometri totali: 30 circa
Servizi presso il centro di fondo: spogliatoio, locale sciolinatura,  noleggio attrezzatura, bar-ristorante, servizi igienici.
Il centro di fondo è dotato di un impianto di innevamento artificiale.
Prezzo: a pagamento.

DESCRIZIONE DELLE PISTE
Aduis:                           km 2-2.5,   difficoltà  facilissima
Agonistica: km 5, difficile (si segnala, tra l'altro, una discesa molto impegnativa)
Feit:           km 4,          difficoltà facile/media
Coste:        km 7.5,       difficoltà: media/difficile
Sartaria: km 12,           difficoltà media/difficile
Oltre Gesso:        km 5,          difficoltà facile (una discesa di difficoltà media)

Alcuni anelli hanno parti comuni

L'AMBIENTE
   Superati gli unici due tornanti presenti tra Borgo S.Dalmazzo ed Entracque, ci si ritrova improvvisamente in un'ampia e soleggiata conca, conca resa paesaggisticamente interessante dalla presenza di numerose vette dai profili arditi; a sud-est appaiono infatti il Monte Frisson (dalla caratteristica forma piramidale, simile ad un piccolo Cervino) e la Rocca dell'Abisso mentre appena a destra dell'imponente Monte Aiera (l'Ariunda) si distingue la più bella cima delle Alpi Marittime: il Gelas, con il suo piccolo ghiacciaio, si confonde nella luce del Sud.   Giunti ad Entracque, paese di media montagna che si sta proponendo come la più importante località del cuneese per quanto riguarda lo sci nordico, con gare regionali  e nazionali, ci si dirige verso S.Giacomo: prima della Diga della Piastra si incontra il Centro di Fondo "Gelas".
Aduis, Feit e Oltre Gesso: nei campi di neve attorno alla base

Le piste Aduis e Feit si sviluppano tra le morbide ondulazioni che circondano il Centro di Fondo, con possibilità di rapido ritorno al punto di partenza.   Se la prima è assai adatta ai principianti, essendo quasi completamente pianeggiante, la seconda è invece un poco più difficile poiché occorre affrontare 3-4 salite seguite da immediate veloci e piacevoli discese.   La pista dell'Oltre Gesso, che può presentare qualche problema (pietre) in caso di scarsità di neve, si sviluppa invece lungo il torrente
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La pista delle Coste: tra gli abeti..... 
   Percorrendo l'anello del Feit, in prossimità della diga della Piastra, una chiara ed evidente segnaletica consente di imboccare senza errore la deviazione che costituisce la pista delle Coste; il tracciato sale inizialmente tra le latifoglie: guadagnando rapidamente quota si giunge in breve al termine della salita, da dove il percorso alternerà soltanto tratti pianeggianti e ripide discese.   Si prosegue a lungo in costa (da cui il nome) in un bel bosco misto, ricco di abeti, larici e qualche pino silvestre: giunti al termine del bosco, si esce su ampi campi di neve lungo i quali si sviluppano divertenti discese che in alcuni casi risultano abbastanza impegnative anche se non difficili.   Nella sua parte terminale, la pista si ricongiunge a quella del Feit e ritorna al parcheggio.
La pista Agonistica: solo per fondisti esperti.....
Una parte della pista del Feit e gran parte della salita della pista delle Coste fanno parte della pista denominata Agonistica; questa presenta tuttavia alcune varianti caratterizzate da salite e discese decisamente impegnative, tanto da essere raccomandate solo a fondisti esperti.   La pista agonistica, omologata F.I.S.I., è spesso teatro di competizioni ad alto livello (nel 2000 si sono tenuti i Campionati Regionali di Sci Nordico per tutte le categorie ed il Campionato Nazionale Giovani;  a quest'ultimo hanno partecipato giovani promesse del fondo provenienti da tutto l'arco alpino e dai principali centri appenninici).  
La Sartaria: nella natura delle Alpi Marittime

   L'anello della Sartaria non potrà che destare grande interesse sia nei tecnici del fondo, che tendono a privilegiare l'aspetto sportivo, che negli amanti della natura e dell'escursionismo, cioè in coloro che vedono in questo tipo di sci la possibilità di inoltrarsi in paesaggi incontaminati anche in presenza di neve abbondante, senza correre i rischi dello sci-alpinismo.   La pista parte dal grande piazzale-parcheggio, ove sono localizzati i servizi del Centro di Fondo, ma dopo poche decine di metri si allontana già con decisione dalla zona più affollata; affronta dapprima alcuni aperti pascoli, da dove è possibile ammirare le cime che fanno parte del gruppo dell'Argentera, quindi si inoltra in un bosco misto: una inebriante discesa con curva finale ad angolo retto anticipa le difficoltà tecniche del percorso, che nell'insieme può essere ritenuto medio-difficile.   Si supera ancora una decisa salita che anticipa una bella lunga discesa che porta lo sciatore accanto al torrente: da questo punto fino al "giro di boa", la pista procede in salita più o meno accentuata, con talvolta qualche tratto pianeggiante, generalmente accanto al corso d'acqua.   Alla sinistra del fondista incombe la grande muraglia calcarea posta alle spalle di Entracque; di aspetto dolomitico, essa inizia dal Monte Corno, passa per la Cima della Lausa (una vera lastra di roccia inclinata posta a ridosso dell'abitato), per il Monte Bussaia e per l'Uja di Santa Lucia: quest'ultima, simile ad un campanile proprio come le  più celebri formazioni delle Alpi Orientali, s'innalza come un grande menhir dal bosco spoglio di latifoglie.   La grande costiera biancastra, di origine marina, continua quindi a formare lo spartiacque con la Val Vermenagna, lungo il quale spiccano le vette del Monte Frisson e della Rocca dell'Abisso.   Giunti al Ponte di Porcera, il tracciato entra nel territorio del Parco delle Alpi Marittime, inoltrandosi per un breve tratto, la cui lunghezza varia a seconda delle volte: sia in questa zona che nella parte più bassa della Sartaria è possibile incontrare esemplari di camoscio, specialmente nelle più tranquille giornate infrasettimanali.   L'anello quindi volge a ritroso; una lunga discesa, interrotta soltanto in pochi punti da brevi tratti pianeggianti o brevissime salite, attende lo sciatore: dolci lunghi pendii si alternano a tratti più impegnativi, consentendo al fondista di utilizzare tutto il suo bagaglio di capacità tecniche. 

 

 

IL CAVALLO MERENS

CARATTERISTICHE ed ALLEVAMENTO

Il cavallo ariégeois è originario del dipartimento dell'Ariège nei Pirenei francesi. Meglio conosciuto in Francia come "cheval de Mérens" (dal nome di un comune dell'alta Ariège al confine con Andorra), nella seconda metà degli anni '70 è stato introdotto nelle vallate alpine della provincia di Cuneo e particolarmente diffuso in tutto il nord Italia dove sono presenti nuclei di allevamento. Presente anche in Olanda ed in Germania, il Mérens ha oramai raggiunto una dimensione europea. Cavallo di taglia media, leggermente allungato, dagli arti robusti, notevole per la resistenza e la salute, l'ottimo carattere e la spiccata attitudine al lavoro su terreni difficili. Il mantello è morello zaino, cioè tutto nero, sono ammesse alcune particolarità a sede fissa: piccole macchie bianche in testa, rare balzane, qualche pelo bianco sparso ai fianchi ed alla coda.
Tradizionalmente allevato in ambiente di montagna, il cavallo di Mérens è solito trascorrere i mesi estivi sino al tardo autunno allo stato brado nei pascoli d'alta quota; solamente durante i periodi di totale innevamento i branchi vengono ricoverati in strutture fisse. L'attitudine al pascolo e la sobrietà d'alimentazione hanno reso possibile l'utilizzazione di terreni incolti o marginali. Le fattrici hanno buona fecondità con forti lattazioni che consentono una notevole velocità di accrescimento dei puledri.

ATTITUDINI - UTILIZZO
Gran pascolatore, fin da puledro acquisisce in alpeggio le riserve per l'inverno, la resistenza al freddo, la robustezza dello zoccolo ed un passo sicuro, che sono tra le peculiarità della razza. Docilità, resistenza, gran sicurezza di andatura fanno dei Mérens un cavallo polivalente dal punto di vista dell' utilizzo. Significativa la scelta effettuata a livello internazionale di ammettere alla monta pubblica stalloni che abbiano superato un concorso a prove specifiche, durante il quale vengono effettuate severe valutazioni attitudinali, oltre che genealogiche e morfologiche.

LAVORO
Tradizionalmente impiegato nei lavori agricoli su terreni difficili ed impervi, il Mérens si presenta come valido complemento del trattore in molte zone di montagna dove la meccanizzazione è necessariamente ridotta. Si presta per il trasporto a basto, per il traino di slitte e tronchi e per il tiro leggero.

SELLA
Un recente orientamento della selezione ha sortito per l'uso da sella un modello di cavallo particolarmente indicato per il turismo equestre che, pur mantenendo le caratteristiche di razza, ha forme piu' snelle, taglia leggermente superiore ed un carattere piú nevrile e brillante.

ATTACCO
Per questa attività di rinnovato interesse il Mérens si presta egregiamente e con adeguato addestramento può raggiungere prestazioni di alto livello. (II° posto al Campionato di Francia 1989 - I° posto al Campionato di Francia 1990).

 

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